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13/07/2020 - L'adozione delle misure di sicurezza indipendentemente dal rapporto di lavoro

 

 

 

 Il rispetto delle norme antinfortunistiche esula dalla sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato o autonomo, essendo da riconoscere la tutela anche per lavori prestati per amicizia o comunque in situazione diversa dalla prestazione di lavoro.

Il caso di cui si occupa questa sentenza rientra nella tipologia molto diffusa dei casi nei quali un committente affida dei lavori a un lavoratore autonomo, tipologia nella quale si riscontra che molto spesso lo stesso committente non rivolge molta attenzione ai problemi di sicurezza sul lavoro convinto di trasferire agli appaltatori e ai prestatori d’opera tutti gli adempimenti  previsti dalle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di non essere tenuto a verificare l’idoneità della loro organizzazione di lavoro e a controllare quindi che i lavori che ha affidato fossero svolti nella piena regolarità.

 

Il ricorrente nel caso in esame è il titolare di un’impresa che ha incaricato un lavoratore autonomo a installare una tubatura per l’aria compressa durante la quale questi è caduto da una scala dall’altezza superiore a 3 metri da terra riportando un trauma cranico che ha provocato successivamente il suo decesso. La scala era stata messa a disposizione del lavoratore dal committente ed era risultata a seguito delle indagini svolte successivamente all’evento infortunistico priva rei requisiti di sicurezza previsti dalle norme vigenti (non ancorata né trattenuta al suolo da altra persona) e comunque inidonea alla lavorazione da farsi. Da qui è derivata la condanna del titolare dell’azienda nei due primi gradi di giudizio per non avere messo a disposizione del lavoratore una attrezzatura idonea (trabattello) per proteggerlo dal rischio di caduta dall’alto e il ricorso del condannato alla Corte di Cassazione che lo ha rigettato ritenendolo inammissibile.

 

La suprema Corte ha ricordato nella circostanza che in tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro, il committente, anche nel caso di affidamento dei lavori ad un'unica impresa appaltatrice, è titolare di una posizione di garanzia idonea a fondare la sua responsabilità per l'infortunio, sia per la scelta dell'impresa stessa, essendo tenuto agli obblighi di verifica imposti dall'art. 3, comma ottavo, del D. Lgs. 14/8/1996 n. 494, sia in caso di omesso controllo dell'adozione, da parte dell'appaltatore, delle misure generali di tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro.

 

Del resto, ha altresì osservato la Corte di Cassazione, la tutela delle condizioni di lavoro e la garanzia delle sue condizioni di sicurezza rappresentano un problema che concerne l'ambiente di lavoro, indipendentemente dal rapporto civilistico del lavoratore con il titolare dell'impresa nei cui locali si svolge l'attività lavorativa. Il rispetto quindi delle norme antinfortunistiche esula dalla sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato o autonomo, essendo stata riconosciuta la tutela anche in fattispecie di lavoro prestato per amicizia, per riconoscenza o comunque in situazione diversa dalla prestazione del lavoratore subordinato o autonomo, purché detta prestazione sia stata effettuata in un ambiente che possa definirsi di lavoro.

fonte:puntosicuro.it

 

 

 
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