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05/08/2020 - Recepita la Direttiva 2013/59/Euratom

SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA 2013/59/EURATOM CHE STABILISCE NORME FONDAMENTALI DI SICUREZZA RELATIVE ALLA PROTEZIONE CONTRO  I PERICOLI DERIVANTI  DALL'ESPOSIZIONE ALLE RADIAZIONI IONIZZANTI, E CHE ABROGA LE DIRETTIVE 89/618/EURATOM, 90/641/EURATOM, 96/29/EURATOM, 7/43/EURATOM
E 2003/122/EURA TOM, E RIORDINO DELLA NORMATIVA DI SETTORE 

 

Il Consiglio dei Ministri nella seduta del 29 luglio scorso ha approvato in esame definitivo il Decreto Legislativo di attuazione della Direttiva 2013/59/Euratom che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti. 

I TECNICI QUALIFICATI PER INTERVENIRE SONO I GEOMETRI, ARCHITETTI, INGEGNERI

Una delle principali novità del decreto approvato è che l’esperto in interventi di risanamento da radon deve possedere una delle seguenti abilitazioni:
a) abilitazione all’esercizio della professione di geometra;
b) abilitazione all’esercizio della professione di ingegnere;
c) abilitazione all’esercizio della professione di architetto;
Oltre ai requisiti di cui alle lettere a), b) e c) l’esperto in interventi di risanamento da radon deve aver partecipato a corsi specifici di formazione e aggiornamento universitari, di enti pubblici o di associazioni o ordini professionali sulla progettazione, attuazione, gestione e controllo degli interventi
correttivi per la riduzione della concentrazione di attività di radon negli edifici della durata di almeno 20 ore.

Un’altra novità del decreto riguarda il livello di riferimento previsto di concentrazione, che dovrà essere da ora in avanti inferiore a 300 Bq/m3 sia nei luoghi di lavoro, nelle scuole e nelle abitazioni. L’attuale DECRETO LEGISLATIVO del 26 maggio 2000, n. 241 riferito ai soli luoghi di lavoro, prevedeva una concentrazione massima di 500 Bq/m3.

Qualora nei luoghi di lavoro e aperti al pubblico esercizio la concentrazione media annua di attività di radon in aria non supera il livello di
riferimento, l’esercente elabora e conserva per un periodo di otto anni un documento contenente l’esito delle misurazioni nel quale è riportata la valutazione delle misure. Tale documento costituisce parte integrante del documento di valutazione del rischio di cui all’articolo 17, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. L’esercente ripete le misurazioni ogni otto anni e ogniqualvolta siano realizzati gli interventi di cui
all’articolo 3, comma l, lettere b), c) e d) del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (Testo Unico dell’Edilizia) che comportano lavori strutturali a livello dell’attacco a terra nonché gli interventi volti a migliorare l’isolamento termico.

Nell’ottica di una più ampia tutela dei lavoratori esposti a fattori di rischio, la direttiva prevede tra l’altro che il responsabile della sorveglianza sanitaria possa richiedere che la sorveglianza prosegua anche dopo l’esposizione, per il periodo di tempo che ritiene necessario per proteggere la salute del lavoratore e, inoltre che informi il lavoratore stesso riguardo all’opportunità di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione dell’attività lavorativa come avviene già oggi per l’esposizione all’amianto.
 
La sorveglianza sanitaria in corso del rapporto di lavoro resta a carico del datore di lavoro, mentre gli accertamenti sanitari riferiti ad un momento successivo alla cessazione del rapporto di lavoro resteranno a carico del servizio.

Qualora la concentrazione media annua di attività di radon in aria supera il livello di riferimento di cui all’articolo 12, l’esercente è tenuto a porre in essere misure correttive intese a ridurre le concentrazioni al livello più basso ragionevolmente ottenibile, avvalendosi dei tecnici qualificati di cui
all’articolo 15 (geometri, architetti, ingegneri).
Dette misure sono completate entro due anni dal rilascio della relazione tecnica e sono verificate, sotto il profilo dell’efficacia, mediante nuova misurazione. L’esercente deve garantire il mantenimento nel tempo dell’efficacia delle misure correttive. A tal fine ripete le misurazioni con cadenza quadriennale.

Il testo del Decreto approvato il 29 Luglio 2020  sarà pubblicato nei prossimi giorni in Gazzetta Ufficiale.

 

 
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